Consigliere di parità anche a Como una risorsa preziosa
La notizia di un prossimo decreto legislativo di recepimento della direttiva europea 1499/2024, che interesserà la figura delle consigliere di parità rischia di essere un problema per il territorio comasco. Gli Organismi di Parità presenti in tutte le province e anche a Como, rappresentano oggi uno strumento fondamentale di contrasto alle discriminazioni sul lavoro. L’ipotesi al vaglio del Governo di accentramento con un organismo nazionale rappresenta un arretramento che porterà ad un abbandono delle persone che nei territori necessitano di supporto, confronto. Attualmente le consigliere di parità esercitano e gestiscono pratiche concrete di conciliazione tra i datori di lavoro e in particolare le lavoratrici.
Un unico organismo concentrato a Roma potrebbe portare ad un indebolimento della figura delle Consigliere di Parità regionali e provinciali. Questi soggetti rappresentano oggi un fondamentale presidio di prossimità, vicino alle lavoratrici e ai lavoratori vittime di discriminazioni di genere nei luoghi di lavoro. Si allontana così il soggetto deputato all’ascolto, al supporto ed alla garanzia di tutele, con il rischio di abbandonare tutte le persone che anche a Como si trovano in una condizione di limitazione e di discriminazione sul luogo di lavoro. Ad esempio una donna che subisce un cambio di orario lavorativo che determina difficoltà nell’assistenza ai propri cari dove potrà rivolgersi? Se come indicato nel decreto la risoluzione di tali criticità sarà accentrata a Roma per questa persona sarà pressoché impossibile trovare quei momenti di confronto che le consigliere di parità sul territorio sono in grado di garantire.
Eliminare o depotenziare l’intervento della Consigliera di parità significa allontanare le lavoratrici dalle tutele previste, rendendo i diritti solo formali e difficilmente esigibili. Per CGIL , CISL e UIL il recepimento della direttiva europea deve essere un’occasione per migliorare la vigilanza ed il sostegno alle lavoratrici ed ai lavoratori, in cui il presidio territoriale va rilanciato e rafforzato e non depotenziato.
CGIL CISL e UIL ricordano che nel 2025 a como è stato firmato, grazie al prezioso lavoro delle Consigliere di Parità, un protocollo territoriale contro le molestie e le discriminazioni sul luogo di lavoro. Senza questa presenza anche l’importante lavoro di prevenzione verrebbe a mancare determinando un vuoto per lavoratrici e lavoratori, aziende e i datori di lavoro. “Chiediamo che nel decreto sia previsto l’obbligo del mantenimento delle articolazioni territoriali, volto a salvaguardare e valorizzare l’esperienza maturata dalle Consigliere, che ricordiamo operano a titolo gratuito”.
CGIL Alessandra Ghirotti
CISL Paola Gilardoni
UIL Dario Esposito
