Incendio di Vergiate, il sistema di soccorso è al collasso. La denuncia dei sindacati

Incendio di Vergiate, il sistema di soccorso è al collasso. La denuncia dei sindacati

“Se si va avanti con queste politiche dell’amministrazione, prima o poi qualcuno si farà male!” Questo il commento di Lino Coltellese, segretario generale aggiunto FNS CISL a integrazione del comunicato congiunto diffuso dopo l’incendio che sabato 16 agosto ha interessato un tetto a Vergiate, in via San Rocco. “Che il soccorso tecnico urgente fosse stato relegato a un ruolo secondario per far spazio alle folli logiche di risparmio degli Uffici Centrali è ormai un dato di fatto”. Si legge nella nota, firmata dalle organizzazioni sindacali Conapo Stefano (Gaiara ), Fns Cisl (Lino Coltellese), Uil Pa  (Francesco Favara), Fp Cgil (Davide Farano ), Giovanni Confsal (Russo ) e Usb (Fabrizio Barbetta).

“Che il sistema di soccorso in Regione Lombardia sia al collasso è sotto gli occhi di tutti – prosegue la nota – Eppure, nonostante questo quadro critico, sabato 16 agosto nel Comune di Vergiate, i Vigili del Fuoco di Varese hanno, con professionalità e spirito di servizio, tratto in salvo le persone coinvolte e contenuto l’incendio che ha interessato un tetto in via San Rocco“.

E ancora: “Il contesto operativo però è inaccettabile:

  • La sede di competenza, Somma Lombardo, è intervenuta con solo 3 unità operative anziché 5;
  • La sede di Ispra, inviata in supporto, ha lasciato scoperto il proprio territorio;
  • Il Comando di Varese si è trovato a scegliere tra far uscire l’autobotte o l’autoscala, per mancanza di personale. La scelta è ricaduta sull’autobotte per garantire l’approvvigionamento idrico, mentre l’autoscala, fondamentale in questo tipo di interventi, è arrivata da Legnano, Comando di Milano. Le due autoscale della provincia erano entrambe inutilizzabili per mancanza di autisti: una presso la sede centrale di via Legnani, l’altra presso il distaccamento di Busto Arsizio-Gallarate.

Questa non è più una questione sindacale o tecnica, è una questione di sicurezza pubblica.
Quando il dispositivo di soccorso è ridotto all’osso, ogni secondo guadagnato o perso fa la differenza tra la vita e la morte. Ogni intervento compromesso per mancanza di risorse ricade direttamente sulla sicurezza dell’intera popolazione.

Ci chiediamo se le Istituzioni siano realmente interessate a garantire servizi essenziali ai cittadini, o se stiano semplicemente voltando lo sguardo altrove interessate ad altro!

Lo scorso luglio, abbiamo inviato un grido d’allarme a tutti i 138 sindaci della provincia di Varese. Solo uno ha mostrato attenzione.

Con profondo rammarico constatiamo l’assordante silenzio delle amministrazioni locali, a fronte di una situazione che rischia seriamente di degenerare a discapito dei cittadini!

E quando succederà, non si potrà dire che non era stato annunciato“.