Legge di Bilancio 2026: le novità da conoscere

Legge di Bilancio 2026: le novità da conoscere

La Legge di Bilancio 2026 è intervenuta su numerosi aspetti: i premi di risultato, le aliquote di tassazione, congedi, benefit e fondi pensione.

TASSAZIONE RINNOVI CCNL:
Nel 2026 gli aumenti di stipendio derivanti dal rinnovo dei contratti collettivi nazionali saranno tassati solo al 5%, invece delle normali aliquote IRPEF. La misura riguarda esclusivamente i lavoratori dipendenti del settore privato che nel 2025 hanno avuto un reddito non superiore a 33.000 euro.
Lo sconto fiscale vale solo per gli aumenti di stipendio veri e propri, quindi non per premi, straordinari o indennità, e solo se l’aumento viene pagato nel 2026. Gli aumenti già pagati nel 2024 o nel 2025 restano tassati con le regole normali e non vengono recuperati.
Il beneficio si applica solo agli aumenti previsti da contratti firmati tra il 1° gennaio 2024 e il 31 dicembre 2026. Il lavoratore/trice può comunque scegliere di rinunciare.

BUONI PASTO:
Dal 2026 i buoni pasto elettronici sono esenti da tasse fino a 10 euro al giorno, mentre per i buoni cartacei il limite resta fermo a 4 euro.

FRINGE BENEFITS:
Anche nel 2026 le aziende possono riconoscere ai dipendenti benefit senza tasse per un valore superiore alla soglia ordinaria (258,23€). Il limite massimo è di 1.000 euro all’anno e sale a 2.000 euro per i lavoratori/trici con figli/e fiscalmente a carico (con le stesse regole e anche in caso di premi di risultato o utili).
N.B. La scelta di prevedere l’erogazione spetta all’accordo tra le parti, o come liberalità da parte dell’azienda, con la possibilità di concedere il beneficio anche “ad personam”.

GENITORIALITÀ:
Congedo obbligatorio del padre aumentato da 10 a 14 giorni, Congedi parentali utilizzabili fino ai 14 anni del figlio/a (prima fino a 12 anni), e Permessi per malattia del figlio/a raddoppiati da 5 a 10 giorni all’anno, utilizzabili dai 3 ai 14 anni (prima fino a 8 anni).

PREMI DI RISULTATO:
I premi di risultato e la partecipazione agli utili pagati nel 2026 sono tassati solo all’1%. Inoltre, l’importo massimo su cui si applica questa tassazione agevolata sale da 3.000 a 5.000 euro.

PREVIDENZA COMPLEMENTARE:
Dal 2026 aumenta il limite dei contributi che si possono versare alla previdenza complementare senza pagare tasse, che passa da 5.164,57 a 5.300 euro all’anno.
Dal 1° luglio 2026 tutti i nuovi assunti saranno iscritti automaticamente a un fondo pensione integrativo. Il lavoratore/trice avrà comunque 60 giorni di tempo per rinunciare o scegliere un fondo diverso. L’iscrizione automatica avverrà, di norma, verso il fondo previsto dai contratti collettivi (in mancanza di accordi, verso il “fondo residuale” previsto dalla legge); in caso di presenza di più fondi, si destina a quella alla quale abbia aderito il maggior numero di lavoratori dell’azienda.

RIDUZIONE IRPEF:
La seconda aliquota scende dal 35% al 33% (da 28 a 50 mila euro).

LAVORO NOTTURNO, FESTIVO E TURNI:
Per il solo anno 2026, le maggiorazioni e le indennità (previste anche da CCNL) per lavoro notturno, festivo e a turni saranno tassate al 15% invece che con le aliquote ordinarie. L’agevolazione vale fino a un massimo di 1.500 euro e solo per chi ha un reddito annuo inferiore a 40.000 euro. Sono esclusi i lavoratori degli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande e del settore turistico-alberghiero.
Non rientrano i compensi che, anche se chiamati maggiorazioni o indennità, sostituiscono in tutto o in parte la retribuzione ordinaria. Vale solo per il settore privato.

QUI il volantino realizzato dalla Cisl Lombardia – Dipartimento Politiche di Welfare