Comaschi senza medico di medicina generale. A rischio la salute
Siamo di fronte ad un elemento di criticità che attiene alla sanità in provincia di Como che sconta da tempo difficoltà strutturali, che purtroppo non sono in fase di miglioramento ed è la carenza di medici di medicina generale. L’ennesimo dato relativo al numero di medici di medicina generale che mancano all’appello ci preoccupa enormemente. Appare evidente che gli sforzi fatti da parte di Asst Lariana per reperire il personale necessario, purtroppo non bastano per sopperire alle uscite ed ai pensionamenti.
Questo ha effetti diretti sulla condizione delle persone che non trovano risposte e soluzioni a bisogni anche semplici e quotidiani di salute In particolare sono i pazienti con bisogni sanitari complessi legati anche all’età che subiscono gli effetti peggiori
Queste persone necessitano maggiormente un rapporto fiduciario con il medico di medicina generale che rischia di non essere garantito con l’attivazione degli ambulatori temporanei. Infatti, chi ha una condizione di patologia cronica o elevati bisogni sanitari, ha necessità di avere una presa in carico con un medico che conosca la propria storia clinica. Questo per evitare la prescrizione di prestazioni o esami non appropriati se non addirittura accessi al pronto soccorso impropri che potrebbero invece essere gestiti dal proprio MMG, con inoltre il rischio di sovraccaricano queste strutture. Anche chi ha un medico assegnato, rischia di avere un’assistenza poco puntuale se non addirittura superficiale perché quel MMG deve occuparti di più di 1.500 pazienti, con un tasso di cronicità elevato, questi numeri rendono il lavoro impossibile anche al medico più attento e preciso.
Stante il contesto sarà da valutarsi con attenzione l’attuazione del recente accordo nazionale relativo alla presenza dei medici di medicina generale presso le Case di comunità. Infine molte delle carenze in termini numerici di MMG si verificano in alcune zone del territorio (in particolare nel Distretto di Lomazzo ed Erba) questo determina per le strutture ospedaliere di riferimento un sovraccarico derivante dalla necessità di rispondere a bisogni sanitari anche meno complessi che se però non gestiti in tempo possono aggravarsi ed avere effetti oltre che sulla salute delle persone anche sull’intero sistema sanitario.
La situazione problematica che vede coinvolta l’intera regione Lombardia viene da lontano, ed è soprattutto legata alla mancanza di visione a medio-lungo termine dal punto di vista della mancata programmazione dei fabbisogni di personale sanitario, medico ma anche infermieristico. Le riforme degli ultimi anni non hanno affrontato questo tema che era prevedibile considerata l’età media del personale, l’evoluzione epidemiologica, le dinamiche demografiche e l’invecchiamento della popolazione. In provincia di Como la situazione è aggravata maggiormente da diversi fattori che stanno mettendo a rischio la risposta sanitaria anche a bisogni semplici (come la certificazione di una malattia o la richiesta di un semplice esame diagnostico).
Come organizzazioni sindacali segnaliamo da anni le difficoltà della nostra terra- Oggi serve un impegno condiviso della comunità, a partire da chi ha la responsabilità di governo locale e regionale della sanità per per ridare centralità ai bisogni di salute delle persone, garantendo quell’uguaglianza sancita dalla Costituzione e prevista dalla legge 833 del 1978.
Alessandra Ghirotti CGIL di Como, Paola Gilardoni CISL dei Laghi, Dario Esposito UIL Lario
