Conciliazione vita-lavoro: al via il percorso per il Piano territoriale dell’Insubria. La Cisl dei Laghi punta su welfare e reti territoriali
Ha preso il via il percorso che porterà alla definizione del nuovo Piano territoriale di conciliazione dell’Insubria per il triennio 2026-2028. Nel mese di aprile, su convocazione di ATS Insubria, si è svolto il primo incontro della Rete di Conciliazione territoriale, che ha coinvolto organizzazioni sindacali, associazioni datoriali, enti del Terzo settore, Camere di Commercio di Varese e Como-Lecco, Consigliere di Parità e Uffici di Piano.
Da un paio di settimane è inoltre operativo il tavolo della Comunità di pratica, il gruppo di lavoro ristretto incaricato di predisporre il bando per la manifestazione di interesse finalizzata alla presentazione dei progetti che andranno a comporre il Piano territoriale da sottoporre a Regione Lombardia. Al percorso partecipa anche la Cisl dei Laghi, in un contesto che vede a disposizione del territorio risorse importanti: circa 900 mila euro per il triennio 2026-2028.
“Riteniamo che il tema della conciliazione tra tempi di vita e di lavoro rappresenti una sfida per il sistema di il welfare. I bisogni delle famiglie richiedono infatti interventi articolati, che sappiano coniugare una migliore organizzazione del lavoro, maggiore flessibilità degli orari e nel contempo il rafforzamento dei servizi territoriali dedicati alla cura dei minori e all’assistenza delle persone anziane non autosufficienti” dichiara Paola Gilardoni segretaria della Cisl dei Laghi.
Per il sindacato l’investimento nelle politiche di conciliazione è inoltre leva decisiva per contrastare le differenze di genere e promuovere la parità nel lavoro. “E’ fondamentale sostenere l’occupazione femminile, assicurare una continuità lavorativa nel tempo, in quanto purtroppo sono ancora le donne a dover rinunciare agli impegni professionali, a dover ridurre l’orario di lavoro, se non a rinunciare all’impiego perché incompatibile con gli impegni di cura” prosegue Gilardoni.
Nel confronto avviato all’interno della Comunità di pratica, abbiamo si è evidenziata la necessità che il nuovo Piano di conciliazione dell’Insubria garantisca una maggiore omogeneità degli interventi sul territorio, riducendo le differenze nell’accesso ai servizi e offrendo risposte più efficaci ed eque alle esigenze delle famiglie. Un altro obiettivo fondamentale sarà promuovere progettualità capaci di consolidarsi nel tempo, evitando interventi frammentati e di breve durata.
Tra le proposte avanzate dal sindacato vi è anche la sperimentazione di nuovi modelli di welfare territoriale, in grado di mettere in rete tutti gli attori che già oggi operano nel campo della conciliazione: enti locali, Uffici di Piano, enti del Terzo settore, imprese, famiglie, enti bilaterali. La sfida è quella di integrare le diverse risorse disponibili, pubbliche e private, comprese quelle derivanti dal welfare aziendale, per costruire un sistema più efficace e coordinato di tutele a sostegno delle persone.
È stato inoltre richiamato il valore strategico del welfare contrattuale, che negli ultimi anni ha contribuito a diffondere strumenti concreti a favore delle lavoratrici e dei lavoratori. Per questo si è sostenuta l’opportunità di prevedere forme di premialità per i progetti territoriali che coinvolgano imprese nelle quali siano stati sottoscritti, insieme alle organizzazioni sindacali, accordi e misure di conciliazione.
L’obiettivo è consolidare e ampliare le buone pratiche già esistenti, rafforzando il legame tra contrattazione, welfare e servizi territoriali, nella convinzione che investire nella conciliazione significhi migliorare la qualità della vita delle persone, sostenere le famiglie e contribuire allo sviluppo sociale ed economico del territorio.
Una volta pubblicato il bando si dovranno attivare reti territoriali di partenariato pubblico e privato per predisporre progetti da presentarsi ad ATS.
