Focus sui NEET al Consiglio generale della Cisl dei Laghi al Castello di Casiglio di Erba
È stato focalizzato sul tema dei NEET – giovani che non studiano né lavorano – il Consiglio generale della Cisl dei Laghi tenutosi al Castello di Casiglio di Erba martedì 26 maggio. Una scelta di campo così motivata dal segretario generale della Cisl dei Laghi Daniele Magon. «Come sindacato non possiamo guardare al fenomeno dei NEET come qualcosa che non ci riguarda, piuttosto è essenziale per noi cercare di capire che cosa possiamo fare per essere di supporto a questi ragazzi e a queste ragazze e alle loro famiglie».
A inquadrare il fenomeno dei NEET è stato l’intervento del professor Matteo Colombo, della Fondazione Adapt, che ha evidenziato come non esista «un NEET tipo», ma una pluralità di situazioni differenti e spesso fragili. «I dati ci dicono che i NEET non sono un gruppo omogeneo, ma una categoria in cui convivono condizioni molto diverse», ha spiegato, sottolineando come il fenomeno abbia un forte impatto non solo sociale, ma anche economico e demografico.
Colombo ha ricordato come l’Italia, pur avendo ridotto negli ultimi anni il numero dei NEET – passati dal 26,2% del 2013 al 13,3% del 2025 – resti ancora il Paese europeo con l’incidenza più alta. «Il problema non è chi esce dalla categoria NEET, ma chi rimane dentro: sono i soggetti con le maggiori fragilità. E oggi, anche alla luce del calo demografico, non possiamo più permetterci di lasciare indietro qualcuno». Un’attenzione particolare è stata dedicata anche alle differenze territoriali e di genere. In Lombardia i NEET nel 2025 sono l’8,5%, con variazioni sensibili da territorio a territorio: nel 2024 a Como erano il 10%, a Varese il 12,3%, la media lombarda a 10,1%. ll fenomeno presenta forti differenze anche sul piano sociale. Tra i giovani inattivi che non cercano lavoro, le donne risultano molto più penalizzate rispetto agli uomini. Analogamente, l’incidenza dei NEET è significativamente più alta tra i giovani stranieri: 23,8% nella fascia 15-29 anni, contro il 12,2% degli italiani”.
Secondo il ricercatore di Adapt, il tema non può essere affrontato con interventi frammentati: «Servono politiche di sistema e un approccio nuovo, fondato sul coordinamento tra istituzioni e sulla capacità di fare rete». Centrale l’aspetto dell’orientamento, che «non dovrebbe essere considerato residuale ma una leva strategica di prevenzione». Orientare, ha spiegato Colombo, significa «ridurre la distanza tra aspettative, percorsi formativi e possibilità occupazionali reali». Un processo che deve diventare permanente e coinvolgere scuole, formazione professionale, università, imprese, servizi per il lavoro e realtà sociali.
Ampio spazio è stato poi dedicato all’esperienza concreta raccontata da Federica Isola, coordinatrice del progetto regionale IAL dedicato ai NEET, sostenuto da Fondazione Cariplo. «Pensavamo di avere già molte risposte grazie alla nostra esperienza nella formazione professionale – ha raccontato – ma ci siamo trovati davanti a un mondo nuovo, difficile e impegnativo».
L’esperienza maturata sul campo ha portato a comprendere come dietro ogni situazione vi sia una storia personale differente: «Abbiamo scoperto che i NEET esistono solo sulla carta, perché ciascun ragazzo e ragazza è un mondo. Ci siamo accorti che la vera urgenza era aiutare i giovani ad essere cittadini, cosa piace loro, cosa vogliono e che possibilità hanno davanti». Da qui laboratori, attività creative, momenti informali e perfino gite sono diventati strumenti per ricostruire fiducia e autonomia. Progetto che prosegue con un nuovo bando, con particolare attenzione anche al mondo femminile, spesso invisibile perché assorbito in attività di cura o in maternità precoci che “nascondono” l’inattività.
Il Consiglio generale ha evidenziato con forza come il tema dei NEET interpelli direttamente anche il mondo sindacale, chiamato a rafforzare il proprio ruolo di prossimità sul territorio, indicando nell’orientamento, nel ri-orientamento e nella costruzione di reti territoriali strumenti fondamentali per accompagnare i giovani nelle transizioni formative e lavorative. Un impegno che la Cisl dei Laghi intende portare avanti favorendo alleanze tra scuole, enti di formazione, imprese, servizi sociali e realtà del territorio, nella convinzione che nessuno possa affrontare da solo una sfida così complessa.
A chiudere i lavori l’interventi di Fabio Nava, segretario generale Cisl Lombardia, che ha richiamato la necessità di ricostruire fiducia nel futuro, soprattutto tra i giovani. «L’Italia non è ferma perché non lavora, ma perché c’è meno fiducia nel domani», ha osservato, sottolineando come il vero cambiamento sociale debba saper accompagnare anche chi rischia di restare indietro. Nava ha poi richiamato le grandi sfide aperte – dalla transizione energetica all’intelligenza artificiale – invitando a governarle con visione e giustizia sociale. «Formazione, contrattazione e partecipazione non sono slogan, ma presidi democratici», ha concluso, rilanciando la proposta di un “patto della responsabilità” tra imprese, istituzioni e sindacato per affrontare le trasformazioni del lavoro e della società.
Il Consiglio generale è stato anche l’occasione per salutare Carlotta Schirripa, eletta nella segreteria nazionale della Femca Cisl.






