Liste d’attesa, 91 milioni di euro per ridurre i tempi di accesso alle cure. Chiesto un confronto ad ATS Insubria e alle ASST del territorio
Le liste d’attesa continuano a rappresentare una delle principali criticità del Servizio Sanitario Regionale. Tempi troppo lunghi per visite specialistiche, esami diagnostici e ricoveri rischiano di compromettere l’efficacia dei percorsi di cura e costringono sempre più cittadini a ricorrere alla sanità privata, con un conseguente aumento della spesa a carico delle famiglie e nuove disuguaglianze nell’accesso alle prestazioni.
Per affrontare questa situazione, Regione Lombardia ha approvato la DGR 6141/2026, un piano straordinario per il contenimento delle liste d’attesa che mette a disposizione complessivamente 91 milioni di euro destinati al potenziamento dell’offerta sanitaria e al recupero delle prestazioni arretrate.
Le risorse saranno impiegate per incrementare l’attività ambulatoriale, diagnostica e di ricovero sia nelle strutture pubbliche che nel privato accreditato. In particolare, sono previsti 41 milioni di euro per le prestazioni aggiuntive delle ASST e 20 milioni per il privato accreditato, cui si aggiunge un ulteriore bando fino a 10 milioni di euro. Per i ricoveri sono invece destinati 11 milioni alle strutture pubbliche e 9 milioni a quelle private accreditate.
Il piano regionale non si limita agli investimenti economici, ma introduce anche una serie di misure organizzative volte a migliorare il funzionamento del sistema. L’obiettivo dichiarato è garantire che almeno il 90% delle prenotazioni avvenga entro i tempi massimi previsti per le diverse classi di priorità.
Tra le novità più significative vi sono il rafforzamento dell’appropriatezza prescrittiva, l’obbligo di utilizzare il nuovo modello di prescrizione anche da parte dei medici di assistenza primaria e degli enti privati accreditati, la gestione diretta delle prenotazioni conseguenti alle prescrizioni degli specialisti interni e il potenziamento degli orari di apertura degli ambulatori e dei servizi diagnostici nelle fasce orarie più critiche, fino alle ore 20 e il sabato mattina.
Importante anche la scelta di eliminare le precedenti deroghe che consentivano di superare i tempi massimi di attesa, imponendo il rispetto rigoroso degli standard previsti dal Piano Nazionale di Governo delle Liste d’Attesa.
Per il territorio di ATS Insubria, inoltre, saranno disponibili oltre 1,7 milioni di euro per coinvolgere, attraverso specifiche manifestazioni di interesse, soggetti pubblici e privati disponibili ad ampliare ulteriormente l’offerta di prestazioni sanitarie.
Come organizzazione sindacale riteniamo necessario aprire un confronto con ATS Insubria per approfondire le modalità di attuazione del piano sul territorio e verificarne l’effettiva capacità di rispondere ai bisogni di salute dei cittadini.
In particolare, sarà fondamentale monitorare il rafforzamento dell’offerta di visite, esami diagnostici e ricoveri, il rapporto con il privato accreditato, il cronoprogramma di adesione al CUP unico regionale da parte delle ASST e degli enti privati del territorio, nonché l’effettivo rispetto dei tempi di accesso alle prestazioni in relazione alle diverse classi di priorità.
Su questo punto, attraverso il lavoro degli sportelli sanità, in provincia di Varese stiamo rilevando alcune criticità. Ai fini del rispetto dei tempi di prescrizione vi sono frequenti casi di rinvio da parte dei Cup aziendali al call center del cup unico regionale affinché si attivi la presa in carico attraverso l’inserimento della richiesta nella lista di galleggiamento. Ad oggi la presa in carico è svolta dai Cup aziendali. Questo passaggio oltre a rinviare nuovamente al paziente l’impegno della prenotazione, introduce un ulteriore elemento di incertezza nella risposta.
Nel confronto con le ASST sarà inoltre importante approfondire i dati relativi alle prestazioni erogate in regime di libera professione intramoenia, affinché venga garantito il corretto equilibrio tra attività istituzionale e attività libero-professionale, nel rispetto del diritto dei cittadini ad accedere alle cure attraverso il servizio sanitario pubblico.
Le risorse stanziate rappresentano certamente un’opportunità importante, ma la loro efficacia dovrà essere misurata attraverso risultati concreti: riduzione delle liste d’attesa, miglioramento dell’accessibilità ai servizi sanitari e rafforzamento dell’universalità del sistema pubblico. Per questo il sindacato continuerà a seguire con attenzione l’attuazione del piano regionale, promuovendo il confronto con le istituzioni e la tutela del diritto alla salute dei cittadini.
