TBF – Minacce alla CISL dei Laghi

TBF – Minacce alla CISL dei Laghi

TBF CISL

 TBF CISL

Comunicato stampa sulla situazione della TBF di Albavilla  – 16.3.2018
La Logi-Lead cooperativa di trasporti , disdetta il contratto con la TBF azienda di stoccaggio e consegna merci . TBF  seguito di continue agitazioni di parte dei Sol Cobas è costretta a pagare penali e non riesce più a sostenere l’attività.
Nel frattempo TBF affida il trasporto e la consegna delle merci alla cooperativa S. Giuseppe; parte dei lavoratori (37)  vengono assorbiti dalla nuova cooperativa  S. Giuseppe  . Ne rimangono fuori 10.
A questo punto i  Sol Cobas della cooperativa Logi-Lead incominciano ad organizzare picchetti e presidi davanti alla TFB impedendole di lavorare e chiedendo l’assunzione di tutti i lavoratori che avevano intrattenuto rapporti con la TBF.
La TBF ha perso commesse e del lavoro a causa dei disservizi e ritardi nelle consegne   provocati dai continui picchetti.
La Cisl è intervenuta , chiamata dagli altri  lavoratori, ai quali veniva impedito di lavorare, a salvaguardia dell’occupazione e dei posti di lavoro e della corretta applicazione del contratto nazionale logistica e trasporto merci. .  Il nostro obiettivo non è certo quello di lottare contro altri sindacati ma difendere il lavoro, anche se non condividiamo le forme di lotta utilizzate . Stiamo facendo del nostro meglio per trovare una mediazione che consenta di assumere i lavoratori rimasti fuori nel passaggio tra Logi-Lead alla San Giuseppe, tendo però presente che il lavoro è nel frattempo diminuito.
Sempre ammesso che l’azienda non faccia la scelta di avvalersi dei magazzini di Padova e Torino  bypassando completamente Albavilla, rischio che oggettivamente esiste,
Però bisogna fare chiarezza una volta per tutte sulla natura delle  vicende riguardanti il sistema del trasporto e della logistica più in generale .
Massimizzare il profitto significa abbassare le tutele non solo per i lavoratori ma anche per l’impresa.
Il sistema cooperativo ha luci e ombre. La smaterializzazione della  piccola distribuzione commerciale e il parallelo  l’incremento di grande distribuzione e  commercio on line, rende fondamentale che ci sia un controllo e una regolamentazione seria della logistica, dei trasporti e del sistema cooperativo su cui in gran parte si regge .
Adria Bartolich
Segretario Generale Cisl dei Laghi
Comunicato stampa sulla situazione della TBF di Albavilla  – 14.3.2018
Dalla Cisl solo un atteggiamento responsabile e a tutela dei posti di lavoro.
Niente di nemmeno lontanamente paragonabile alla marcia dei 40.000 a Torino, impiegati e quadri che marciavano contro gli operai in sciopero.
In questo caso  l’intervento della Cisl è stato chiesto dalla maggioranza degli autisti e degli operai addetti al montaggio che vedono messi in pericolo il loro posto di lavoro da un atteggiamento oppositivo a oltranza
Il diritto di sciopero é tutelato dall’articolo 40 della  Costituzione e va difeso fino in fondo. Certamente è un diritto di ogni lavoratore scioperare  qualora ritenesse che venissero  violati i suoi diritti.  Il sindacato deve sostenere e supportare le ragioni dei lavoratori che vedono lesa la loro dignità . Lo sciopero, però, è uno strumento importante che i lavoratori hanno per fare valere le loro ragioni, ma non è un fine. 
L’obiettivo di un sindacato serio non può essere quello di scioperare bensì esercitare questo diritto tenendo conto delle compatibilità con la realtà in cui si colloca.
Se l’azienda rischia di essere in difficoltà e di perdere quote di mercato, l’obiettivo del sindacato non può essere quello di aiutare l’azienda a fallire. E se uno sparuto gruppetto di persone  che si autocostituisce sindacato pretende di tenere in ostaggio con scioperi continui la maggioranza dei lavoratori,  ritardando le consegne e  facendo perdere clienti all’azienda, che  tra l’altro esce già da un periodo difficile – ed è proprio per questo che la cooperativa della quale fanno parte i lavoratori di Sol Cobas , la  Logi-Lead , ha perso l’appalto  perché chiamata a pagare una serie di penali per i ritardi accumulati nell’effettuare le consegne (nessuno è stato licenziato! ) – questo gruppetto non attua il diritto di sciopero. Semplicemente ne abusa. Tra l’altro essendo lavoratori di una cooperativa non hanno un rapporto di lavoro da dipendenti bensì sono soci lavoratori. Si tratta, quindi, di un rapporto tra due imprese, sebbene di natura diversa, nel quale i soci della cooperativa, per esempio, pressavano la seconda chiedendole di intervenire presso la loro “azienda” per innalzare loro livello di qualifica, cosa tra l’altro accaduta, perché l’azienda aveva concesso loro il passaggio di profilo seppur non supportato dal contratto nazionale e anche ingiustificato dalla professionalità dei lavoratori. Questa è stata, infatti, una delle ragioni delle agitazioni: innalzare alla qualifica di autisti anche i facchini e i montatori. Oppure la conferma di tutti i contratti a tempo determinato, a prescindere da una valutazione effettiva della qualità del lavoro svolto dalla persona: una stortura totale.
Non mi inoltro sul piano del diritto ma ci sarebbe molto da dire. Ai tempi dei 40.000 eravamo dentro un sistema tutto sommato ordinato; qui siamo nel caos delle relazioni del terzo millennio.
Il risultato è stato avere messo in difficoltà sia la cooperativa che l’azienda committente, la TBF.
La priorità, soprattutto di questi tempi, per noi resta il mantenimento del posto di lavoro.
Questo chiedono in primo luogo i lavoratori e le loro famiglie e la Cisl pensa che abbiano ragione. Per questo li supportiamo e sosteniamo nella loro azione
Adria Bartolich  Segretario generale della Cisl dei Laghi
 

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